Scherzo o dispetto?

Negli ultimi mesi, nella Bottega di Arti & Mestieri in cui lavoro, sto facendo un piccolo telaio con bambini tra gli otto e i dieci anni con il quale faremo un astuccio. Il primo incontro dedicato a questo nuovo progetto lo abbiamo passato a preparare l’ordito e ogni bambino e riuscito a montarlo correttamente, tranne A, che alla fine dell’incontro lo aveva montato sbagliato.

La settimana seguente avevo controllato tutti i telai e avevo smontato il lavoro di A, rifacendolo correttamente, ma lasciandolo a metà, così che lei potesse finire da sola. Mezz’ora prima dell’incontro guardo per caso là dove erano appoggiati i lavori dei bambini e scopro con stupore che mancano due telai! Come fare? Cerco dappertutto e li trovo con l’ordito smontato buttati nel cesto della spazzatura. Faccio in tempo a rimontare tutto prima che arrivino i bambini e intanto mi domando che cosa può essere successo. Il telaio di A era stato spostato e il filo dell’ordito, che io avevo avvolto in un piccolo gomitolo, era srotolato per terra. Faccio delle ipotesi, ma non ho tempo di approfondire. Sospetto comunque che siano stati alcuni di loro che si sono introdotti furtivamente nella Bottega e hanno combinato il malestro. Quando i bambini arrivano io faccio finta di nulla e il lavoro prosegue regolarmente. Se, come credo, i responsabili sono nel gruppo, sicuramente sono rimasti stupiti nello scoprire chei telai che avevano smontato e buttato via sono ricomparsi con l’ordito montato.

Nei giorni seguenti faccio qualche indagine e scopro, con l’aiuto di un genitore, come devono essere andate le cose. Probabilmente sono tre i bambini che sono entrati di nascosto un paio d’ore prima dell’inizio del laboratorio per combinare il guaio.

Mi prendo tempo per farmi venire una buona idea. L’episodio dal mio punto di vista non deve passare sotto silenzio, ma non voglio che i bambini che hanno compiuto la marachella si sentano colpevoli, o peggio ancora vengano puniti in un modo qualsiasi. Vorrei fare in modo che arrivi loro il messaggio: «So che siete stati voi e vi invito a non fare più cose del genere».

Passano un paio di settimane senza che mi venga alcuna idea. Un pomeriggio sto lavorando in Bottega per proseguire con i bambini il telaio e sono presenti i tre presunti responsabili, sono invece assenti i due bambini a cui erano stati buttati via i telai. All’improvviso mi viene l’ispirazione e comincio a dire: «Sapete cosa è successo un paio di settimane fa?» E racconto loro in modo piuttosto teatrale della sparizione dei telai e del ritrovamento nel secchio della spazzatura. «Pensavo che qualcuno avesse voluto fare uno scherzo – dicocon tono allegro, – ma quando li ho trovati nella spazzatura ho capito che non era così. Se fosse stato uno scherzo sarebbe stato divertente anche per i bambini a cui era sparito il telaio, ma se lo avessero trovato nella spazzatura si sarebbero arrabbiati e ci sarebbero rimasti male, perciò è stato un dispetto, non uno scherzo.» Tutto questo lo racconto come un fatto divertente, non come qualcosa di cui preoccuparsi. I bambini mi chiedono allora se io so chi è stato a fare il dispetto. Rispondo che non lo so per certo, ma che gli adulti sono bravi a fare le indagini e che quindi io credo di sapere chi è stato. Così si conclude la vicenda, con molta leggerezza e senza che qualcuno si senta colpevole, ma con la consapevolezza da parte dei bambini che ci sono cose che è meglio non fare più…

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