Tirocini formativi

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I tirocini formativi per i giovani

    Il Progetto LILIA offre ai giovani la possibilità di fare un tirocinio formativo, la cui durata dovrà essere concordata con il responsabile del Progetto. Al Tirocinante viene offerto vitto, alloggio e un rimborso spese mensile a partire dalla terza settimana di tirocinio. Durante le prime settimane il Tirocinante partecipa liberamente alle attività portate avanti nel Progetto per orientarsi e concorda un orario per le attività formative (studio, arte, lavoro manuale, approfondimento della questione sociale, esercizio della visione retrospettiva). Dopo le prime settimane il Responsabile del Progetto verifica con il Tirocinante la sua volontà di proseguire nel tirocinio formativo e gli chiede quali responsabilità è pronto ad assumersi per contribuire alla gestione della casa che lo ospita, dello spazio di lavoro all’interno della Bottega di Arti & Mestieri e delle attività esterne ad essa. Alla fine di ogni settimana Responsabile del Progetto e Tirocinante si confrontano per verificare in che misura quest’ultimo è riuscito a tener fede agli impegni presi e chiarire eventuali difficoltà, al fine di appianarle. 

 Per fare un tirocinio formativo è necessario avere frequentato gli incontri di pedagogia intuitiva a orientamento antroposofico proposti da Studio TRIARTIS.

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UNA TESTIMONIANZA

«La mia vita finora è stata una continua ricerca: degli studi che facessero per me, della formazione giusta quando ho capito che volevo fare la maestra, del lavoro che mi rispecchiasse senza scendere a troppi compromessi incoerenti, di mille e più esperienze, corsi, viaggi per trovare qualcosa che mi nutrisse – non sempre con i risultati che speravo.

   Dopo aver fatto la maestra d’asilo negli ultimi due anni ho deciso di lasciare il mio lavoro per prendermi una pausa: forse anche grazie alle esperienze di studio fatte con Fabio e il gruppo di Pedagogia Intuitiva ho sentito con chiarezza che tutto quello che mi spingeva a ricercare con voracità nuove esperienze, senza mai davvero andare in profondità in ciò che facevo, era in fondo un bruciante desiderio di incontrare me stessa, di capire chi fossi davvero, riconoscendomi in modo autentico. Per questo ho deciso di fermarmi.

   Alla base degli studi di pedagogia ispirati al pensiero di Steiner c’è, o almeno dovrebbe esserci, la certezza che non si possa intraprendere la strada dell’educatore – non solo quella – senza prima passare da quella perigliosa e quotidiana dell’autoeducazione, dell’oggettiva osservazione della realtà e di un pensare che si svesta finalmente di questo pesante mantello di velluto ornato d’oro che è l’intelletto astratto e privo di contatto con la vita, per trovare un pensare vivente, agile e libero di potersi muovere, che permetta di agire nella vita partendo da se stessi, senza appoggiarci a linee-guida provenienti da altri. Durante i seminari che si sono svolti nel corso dell’anno abbiamo affrontato diverse volte questi argomenti, cercando di lavorare proprio per smascherare il nostro consueto modo di muoverci e aprirci, con molta difficoltà, a sperimentare il mondo delle intuizioni. E credo di avere appunto avuto un’intuizione quando ho saputo del Progetto Lilia. Mi sembrava in quel momento di avere infinite possibilità e un’estate intera durante la quale poter fare quel che volevo. Poi qualcuno mi ha fatto riflettere sul fatto che rischiavo di rimanere nel vago e darmi per l’appunto al vagabondaggio. Così mi sono chiesta se ero davvero felice immaginandomi senza prospettive, lasciando che le cose mi accadessero senza scegliere, improvvisando, lasciandomi portare dalla corrente. Forse già da troppo tempo avevo lasciato che fosse così. Adesso però volevo scegliere, volevo dedicarmi a qualcosa in cui sentivo di credere, a cui mi sentivo legata, qualcosa a cui dare un contributo costruttivo. Così in Agosto ho fatto le valigie e ho raggiunto Fabio e gli altri ragazzi che avevano iniziato a ristrutturare la scuola di Vigo che avrebbe ospitato la Bottega.

   Mentre viaggiavo verso Verona mi sono accorta che oltre alla valigia e il mio cane, per la prima volta nella vita stavo portando con me solo me stessa. Non ero una viaggiatrice, una maestra, una studentessa; ero solo Elisa, con i miei pregi e i miei difetti, quello che sapevo fare e quello che volevo imparare.

   Ad aspettarmi, nessun contratto o ruolo prestabilito o turni di lavoro: fin da principio tutto è stato creato insieme, senza un dirigente con i dipendenti al seguito, bensì un lavoro quotidiano basato sul dialogo e l’ascolto reciproco, dove fin dalle più piccole cose Fabio mi ha invitato ad esercitare ciò di cui spesso siamo manchevoli al giorno d’oggi: l’iniziativa! Così insieme abbiamo creato un ritmo della settimana che comprendesse i lavori di ristrutturazione a scuola, lo studio di Steiner, il tempo libero, l’arte e la possibilità di imparare qualcosa durante il periodo di tirocinio (io per esempio sto lavorando con Fabio alla creazione di un teatro d’ombre colorate e seguo un corso di acquarello).

   Sono passati due mesi da quando sono arrivata a Vigo per unirmi al progetto Lilia. Ho osservato con un sorriso come i lavori a scuola procedessero esattamente di pari passo con quello che accadeva dentro di me: quando sono arrivata i vetri della scuola erano ricoperti da disegni bizzarri e molto rovinati fatti con la tempera, molte stanze avevano infiltrazioni, c’erano muffa, polvere e ragnatele, decisamente troppi mobili di cattivo gusto, i muri rovinati e da rimbiancare. Giorno dopo giorno i vetri sono stati puliti, i buchi stuccati, le pareti imbiancate. Abbiamo pulito a fondo e fatto in modo che le infiltrazioni si fermassero. Allo stesso modo dentro di me sentivo di dover togliere ragnatele e mobili ingombranti, pulire bene le finestre da cui guardavo il mondo. E’ stato un lavoro molto lungo. Poi abbiamo iniziato a mettere luci più calde, mobili in legno e a riempire, beh non troppo, le stanze di giochi, strumenti musicali, acquarelli e lana colorata! Intanto anche dentro di me calore e colore crescevano… Poi abbiamo dipinto le pareti con la tecnica delle velature e reso sempre più accogliente lo spazio che ospiterà i bambini per i laboratori. Ora anche io sono pronta ad accoglierli!

   Sono molto grata del lavoro fatto finora con Fabio, anzi, dei lavori di ristrutturazione fatti con Fabio, sia fuori che dentro! Quando mi sono ritrovata davanti alla vecchia scuola ho davvero sentito che mi somigliava molto: piena di potenziale inespresso, ma con un grande lavoro da fare su se stessa!

   Ora che piano piano i lavori procedono, dalle mie finestre sempre più pulite mi concedo il lusso di decorare le stanze e di guardare il mondo con gli occhi e il cuore più aperti grazie a tutte le persone che in questo progetto mi stanno donando, con grande esperienza ed enorme generosità, ciò che sento di non aver mai trovato del tutto finora: fiducia e tanto amore per quello che faccio e che vedo crescere giorno dopo giorno. Tutto questo non sarebbe possibile senza le persone che hanno deciso di sostenere il progetto da lontano e da vicino, in particolare Paolo e Tecla, amici dal cuore immensamente grande, che non solo mi hanno accolto a casa loro, ma mi hanno fatto anche sentire parte della loro famiglia.

   Pochi giorni fa la Bottega si è finalmente potuta presentare a tutti quanti: è stata una festa bellissima, piena di gente, di musica e di sorrisi. La gioia di vedere così tanti piedi camminare lungo i corridoi liberati dai calcinacci, così tanti occhi meravigliati di fronte alla bellezza di ciò che abbiamo fatto finora è stata impagabile. Ma sapete cos’è che più di tutto mi ha stupito? Ricevere così tanti aiuti da moltissime persone senza che noi lo chiedessimo!

   Adesso la Bottega è pronta, mancano solo i bambini. Abbiamo in mente moltissime idee, Fabio mi aiuta a stare coi piedi per terra ma è così difficile quando si è entusiasti! Già molte famiglie si sono interessate grazie agli eventi che abbiamo organizzato al parco pubblico di Grezzana e i volantini distribuiti porta a porta.

   Ora, come accade quando si trova una nuova casa in cui abitare, dopo i lavori di ristrutturazione e il trasloco, inizia la parte piò importante e impegnativa: abitare la casa! Perciò augurateci buona fortuna!»

Elisa