Trovare lo spirito oggi

Trovare lo spirito oggi: il difficile cammino dell’autoeducazione

(Articolo pubblicato sulla rivista ARTEMEDICA, n. 46 estate 2017)

 

Sono sempre di più le persone che sentono il bisogno di rivolgere la loro attenzione a dimensioni dell’esistenza che trascendono il piano materiale. E molte sono le correnti spirituali e i maestri di spiritualità a cui si può rivolgere chi vuole oggi occuparsi del proprio sviluppo spirituale.

Nel vario e multiforme panorama di offerte sembra ad alcuni che ogni scuola di pensiero e ogni maestro in fondo tendano ad un unico scopo e che perciò ognuno possa scegliere la via che più gli corrisponde, contando sul fatto che alla fine tutte le strade portano allo spirito. Tuttavia c’è una differenza sostanziale tra le varie proposte: alcune si fondano su un rapporto tra discepolo e maestro che proviene dal passato, nel quale il discepolo assume una posizione di sottomissione e di dipendenza dal maestro. Altre – come quella antroposofica – indicano una via moderna allo spirito, lungo la quale l’interessato deve decidere in piena autonomia come percorrerla, indipendentemente dal maestro che gliela indica. Questa via moderna è la più difficile da seguire, poiché richiede da parte dell’interessato la capacità di muovere i propri passi per forza propria e in completa autonomia, senza il sostegno dato dal rapporto con un maestro. Ciò che la caratterizza è il passaggio dalla fiducia nel maestro alla fiducia nelle proprie possibilità e nell’aiuto sempre presente del mondo spirituale.

Chi si propone di procedere in questa direzione deve cominciare la propria autoeducazione con un energico lavoro di rafforzamento della propria volontà. Solo così potrà progredire senza farsi sviare dalle mille distrazioni che la vita gli offre di continuo. A questo scopo lo scritto di Rudolf Steiner L’iniziazione – Come si conseguono conoscenze dei mondi superiori? è di grande aiuto. Esso però deve essere letto diversamente da come si leggono solitamente i libri, tenendo presente due piani di lettura: il primo riguarda il contenuto esplicito, vale a dire tutto ciò che viene descritto del cammino di autoeducazione e che il «discepolo dell’occultismo» deve sviluppare, se vuole avvicinarsi gradualmente ad una percezione diretta e cosciente del mondo spirituale. Il secondo riguarda gli aspetti formali e stilistici del testo e può essere gradualmente scoperto grazie ad una lettura che tenga conto delle indicazioni dello stesso Steiner. Citiamo qui un esempio di tali indicazioni[1] tratto da Filosofia e antroposofia, raccolta di articoli pubblicati tra il 1904 e il 1923 (Opera Omnia 35):

 

«La letteratura scientifica comunica determinati risultati di cui si prende atto. La letteratura scientifico-spirituale non è dello stesso genere. Essa può diventare uno strumento nell’anima di ogni uomo. Se ci si compenetra con le rappresentazioni che essa presenta non si ha di fronte un semplice risultato privo di vita di cui si prende atto, ma si ha di fronte qualcosa che mette in relazione l’uomo, per mezzo di una vita che è in lui, con il mondo spirituale che si cerca. Chi legge un libro scientifico-spirituale, se lo legge nel modo giusto, si accorge che quello che vive nel libro può diventare un mezzo nella vita della sua anima per mettere questa stessa vita dell’anima in una vibrazione sintonica con l’esistenza spirituale (…) Allora si riconoscerà sempre più che in un libro scritto veramente in modo scientifico-spirituale non si ha di fronte quel che si trova in altri libri, ma piuttosto qualcosa come uno strumento, che non veicola semplicemente risultati conoscitivi, ma per mezzo del quale si producono autonomamente tali risultati. Solo che si deve avere chiaro che lo strumento scientifico-spirituale è appunto uno strumento puramente animico-spirituale, che esso consiste in certe rappresentazioni e idee rese viventi in modo ben determinato, che si distinguono da tutte le altre rappresentazioni e idee, poiché non sono, come queste ultime, immagini, ma realtà viventi.»

Per leggere un testo scientifico-spirituale dunque bisogna domandarsi come fare in modo che le rappresentazioni e le idee in esso contenute vengano «rese viventi in modo ben determinato», così da sperimentare che la lettura «mette in relazione l’uomo, per mezzo di una vita che è in lui, con il mondo spirituale che si cerca». Qual’è il «modo ben determinato» in cui possiamo rendere viventi le rappresentazioni e le idee contenute in un testo scientifico spirituale? Leggiamo di nuovo Steiner:

 

«Provate una volta a sottoporre ad un esame delle autentiche esposizioni di argomento scientifico-spirituale. Allora troverete che chi ha scritto simili cose come vero, reale scienziato ha veramente lavorato per configurare ogni singola frase in modo artistico e che qui un verbo non si trova in modo arbitrario all’inizio o alla fine. Allora troverete che ognuna di tali frasi è una nascita, perché interiormente, animicamente essa deve venire vissuta non semplicemente come pensiero, ma come forma immediata. E se voi seguite il nesso di ciò che viene esposto, allora vedrete che nel caso di tre frasi susseguenti, quella di mezzo non è semplicemente attaccata alla prima e la terza di nuovo attaccata alla precedente, ma troverete che chi espone materia scientifico-spirituale, prima di dare forma alla frase di mezzo, non ha semplicemente la prima frase nella sua struttura compiuta, ma ha già pronta anche la terza, perché l’effetto della frase di mezzo deve dipendere da ciò che rimane come effetto della prima frase e che può passare di nuovo alla frase successiva.» (da Metamorfosi della vita dell’anima, O.O. 59)

 

Dobbiamo perciò esaminare con grande attenzione un testo scientifico-spirituale e non accontentarci di leggerlo guardando solo al contenuto, perché

 

«il veggente deve contare sulla buona volontà di cercare di penetrare nel modo in cui egli dice una cosa, piuttosto che nella cosa che dice. Egli si sforza di dire molto di più grazie al modo in cui dice una cosa che non grazie a quello che dice.» (da Arte e conoscenza dell’arte, O.O. 271)

 

La lettura, più che perseguire la comprensione intellettuale, deve diventare un’esperienza artistica:

 

«Questo è ciò a cui dobbiamo giungere: un sentimento per lo stile, un vero sentimento per l’arte anche in questo campo, perché questa è una grande scuola di veridicità, mentre il leggere frettoloso che guarda solo al contenuto, che vuole solo informarsi, è una scuola di falsità, di menzogna. E riguardo a ciò provate solo ad osservare il tempo presente e vedrete come si debba lavorare incessantemente affinché gli uomini imparino di nuovo ad avere un sentimento per lo stile, una sensibilità per lo stile.» (da Essere cosmico e Io, O.O. 169)

 

La richiesta che Steiner ci fa è di applicare alla lettura dei testi scientifico-spirituali lo stesso sguardo, la stessa attività che svolge un musicista, nel ricreare un’opera musicale nel momento dell’esecuzione:

 

«Solo a chi sappia che in ogni momento in cui si dedica alla lettura deve creare qualcosa a partire dalle proprie profondità dell’anima grazie al suo più intimo volere, cosa per la quale i libri vogliono essere l’impulso stimolante, solo ad una tale persona riesce di considerare questi libri come partiture e di conquistarsi a partire da essi il vero brano musicale nel proprio sperimentare dell’anima. E noi abbiamo bisogno di questo attivo sperimentare proprio dell’anima.» (da Fattori salutari per l’evoluzione, O.O. 198)

 

Da queste poche indicazioni si può vedere che se ci sforzeremo di far tacere il nostro pensare intellettuale, rinunciando a tutto quanto esso ci suggerisce come associazioni, interpretazioni, commenti, spiegazioni e così via, e svilupperemo la capacità di vivere artisticamente nei pensieri proposti dallo Steiner, potremo anche sperimentare come il mondo spirituale cominci a poco a poco a sussurrarci i suoi segreti nelle profondità dell’anima e potremo così diventare testimoni sempre più credibili della scienza dello spirito antroposofica. Auguriamo perciò a tutti coloro che amano l’Antroposofia e vogliono lavorare per essa, di poter fare tesoro di tali indicazioni e di scoprire, attraverso lo studio, come rendere viventi le idee e le rappresentazioni in essi presentate, così da entrare in relazione con il mondo spirituale che si cerca.

 

 

[1] Le traduzioni dei testi citati sono di Fabio Alessandri

  1 comment for “Trovare lo spirito oggi

  1. giovanni
    3 dicembre 2017 at 19:03

    grazie caro del tuo costante lavoro.buoni giorni.

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