Lacrime e flauti

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Un bambino di nove anni che sta partecipando a un laboratorio per la costruzione di un flauto di canna piange disperatamente con accanto il padre che cerca di consolarlo dicendo: «Non è grave, vedrai che adesso lo sistemiamo». Si avvicina l’insegnante che sta conducendo il laboratorio e chiede che cosa è successo. Il padre, che da qualche minuto sta provando a far smettere di piangere il figlio, spiega che il bambino dice di aver fatto un buco sbagliato e di avere rovinato il flauto. L’insegnante allora si rivolge al bambino e gli dice: «Hai ragione a piangere, anch’io piangerei al tuo posto se avessi fatto un errore così.» In quel momento il bambino smette di piangere e appare rasserenato. Il padre stupito chiede all’insegnante: «Ma come ha fatto?».

I bambini – come gli adulti – hanno bisogno di conferme. Noi spesso, senza pensarci, diciamo loro che quello che sentono e che pensano non va bene, è sbagliato. La conseguenza è che, facendoli sentire “sbagliati”, aumentiamo il loro dispiacere e il loro senso di insicurezza. Se invece sappiamo riconoscere che il loro comportamento non è altro che il loro modo particolare di affrontare la sofferenza, mostriamo loro di comprenderli profondamente e li aiutiamo a superare i loro dispiaceri.