pedagogia,  pensieri,  proposte

Lettera ai Colleghi n.2

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              Car@ Collega,

se hai letto la mia prima lettera[1], sarai forse interessat@ a sapere se ci sono altri modi per imparare a distinguere l’essenziale dal non essenziale e predisporsi ad avere intuizioni. Proseguo perciò a scriverti per condividere con te i risultati del mio lavoro di ricerca, cominciando con qualche considerazione preliminare.

              A chi rifletta sulla professione del maestro apparirà chiara la differenza che c’è tra chi vuole programmare in anticipo tutto quello che insegnerà in un determinato anno scolastico e chi invece si sforza di corrispondere alle reali esigenze evolutive dei bambini che ha di fronte, costruendo via via la sua proposta formativa secondo quanto osserva in loro. A qualcuno può forse apparire preferibile programmare tutto fin dall’inizio dell’anno, ma l’esperienza mostra che per quanto sia necessario avere un’idea di ciò che si vuole insegnare, è fondamentale seguire l’andamento del lavoro secondo la risposta dei bambini, piuttosto che attenersi rigidamente ad una qualunque programmazione. A un simile atteggiamento si riferiva Steiner, quando nel 1921 in una conferenza tenuta a Stoccarda disse: “Ciò che importa non è fondare scuole all’interno del sistema vigente, nelle quali creare surrogati di lezione, credendo semplicemente di poter seguire le indicazioni che ho dato, ma piuttosto che in questo campo si segua il principio della libertà della vita spirituale. (…) Non risvegliate nelle persone false rappresentazioni, facendo loro credere che si possa rimanere tranquillamente nei vecchi sistemi e fondare tuttavia scuole Waldorf. Risvegliate piuttosto la rappresentazione che a Stoccarda, nella Scuola Waldorf, vive effettivamente la libera vita dello spirito. Poiché qui non vi è alcun programma né alcun piano di studi, ma solo il maestrocon le sue reali capacità. Ed è comunque meglio considerare un cattivo maestro in carne ed ossa, piuttosto che considerarne uno bravo, come si trova nelle prescrizioni, ma che non esiste.”[2]  

              Studiando il pensiero sociale di Steiner si troverà sempre di nuovo questo appello alla libera vita dello spirito, che non si fa dettare norme di comportamento dall’esterno, ma si fonda appunto sul pensare intuitivo. Siamo perciò rimandati nuovamente alla questione: come sviluppare l’intuizione in noi per poter accompagnare i bambini nei loro processi di maturazione e di apprendimento, prescindendo da qualsiasi prescrizione esteriore? Per rispondere a questa domanda, aggiungendo nuove considerazioni a quelle fatte nella prima lettera, è opportuno considerare il nostro processo conoscitivo.

              Nella vita di solito lasciamo che il mondo faccia su di noi un’impressione e che tali impressioni si colleghino spontaneamente nei modi più diversi con sentimenti e immagini di pensiero. La cultura in cui siamo nati, l’educazione che abbiamo ricevuto, le caratteristiche ereditate dai nostri genitori e il nostro personale modo di sentire e di pensare formano in noi determinate abitudini che sono alla base del nostro consueto comportamento. Avviene così che di fronte ad una qualsiasi esperienza sorgano in noi spontaneamente pensieri e sentimenti che ci portano a reagire in modo automatico, senza riflettere. La vita però ci mostra che un comportamento reattivo è per lo più inefficace e crea difficoltà a noi e agli altri.

              Per sviluppare le attitudini proprie di un buon insegnante e creare le condizioni interiori grazie alle quali sviluppare il pensare intuitivo è necessario prendere le distanze dai propri schemi mentali e di comportamento; bisogna cominciare a disciplinare coscientemente la propria attività conoscitiva esercitandoci non solo – come abbiamo indicato nella prima lettera – a percepire in modo cosciente il mondo che ci circonda attraverso tutti i sensi di cui disponiamo, ma anche a formarci delle giuste rappresentazioni, a pensare attivamente anziché lasciare che i pensieri sorgano da soli nella coscienza, e a prendere delle decisioni da attuare conseguentemente. In altre parole dobbiamo darci dei compiti in diversi ambiti ed eseguirli. Come dice Steiner nell’ultimo capitolo de La scienza occulta intitolato La conoscenza dei mondi superiori (dell’iniziazione):

“Per la disciplina superiore l’uomo si deve abituare a ubbidire severamente ai propri ordini.”[3]

Ciò è possibile solo esercitando la propria volontà. Per ricevere impressioni dal mondo, avere immagini di pensiero e reagire ad esse non è necessario fare alcuno sforzo di volontà; percezioni e pensieri affluiscono a noi spontaneamente senza la nostra collaborazione attiva, innescando la nostra reazione. Proviamo invece a ordinarci coscientemente in determinati momenti di sentire, di pensare e di agire di conseguenza, così da diventare sempre più padroni di noi stessi.

              Per rinforzare la volontà nell’agire, possiamo imparare a memoria una poesia, copiare un disegno di Leonardo da Vinci, zappare l’aiuola davanti a casa per piantarci dei pomodori, leggere quel libro che abbiamo comprato l’anno scorso e che abbiamo dimenticato sullo scaffale, comprarci un flauto e imparare a suonarlo, o compiere qualsiasi altra azione sensata che ci possa venire in mente.

              Per rinforzare la volontà nel pensare, proviamo a sviluppare dei pensieri consecutivi e coerenti su un qualunque oggetto semplice, oppure su un concetto (questo è il primo dei sei esercizi complementari di cui Steiner parla in Come si conseguono conoscenze dei mondi superiori?). Oppure studiamo matematica, geometria, filosofia (potete prendere La filosofia della libertà di Steiner, ma anche i testi dei grandi filosofi di tutti i tempi).

              Per rinforzare la volontà nel sentire è necessaria una premessa.

              La lingua italiana ha un unico verbo per indicare ciò che riguarda sensazione e sentimento (cioè sentire). Il tedesco, più preciso, usa empfinden per indicare la vita di sensazione e fühlen per indicare la vita del sentimento. Quando parliamo di rinforzare la volontà in relazione al sentire ci riferiamo alla vita di sensazione e intendiamo con ciò l‘esercitarsi a percepire consapevolmente le sensazioni che il mondo produce in noi. Ciò costituisce un completamento rispetto a quanto descritto nella precedente lettera in relazione alla percezione. A questo scopo sarà di nuovo utile tenere presente lo spettro sensoriale indicato dall’antropologia scientifico-spirituale[4] a cui abbiamo accennato nella prima lettera, a partire dai sensi legati alla percezione del proprio corpo, o sensi della volontà (senso della vita, del movimento, del tatto, dell’equilibrio), passando alla percezione senziente del mondo mediata dai sensi del calore, del gusto, dell’olfatto, della vista, per arrivare a esercitare i cosiddetti sensi conoscitivi (senso dell’udito, del linguaggio, del pensiero e dell’io altrui). In ogni momento della giornata possiamo dedicarci per pochi minuti a un esercizio percettivo, passando dai sensi inferiori (legati alla percezione del proprio corpo) a quelli superiori conoscitivi[5]. (È anche possibile rinforzare la volontà nella vita del sentimento, come suggerisce Steiner nell’ultimo capitolo della sua Scienza occulta accennando alla meditazione sui sentimenti[6].)

              Per mettersi in relazione con la volontà del bambino, volontà che è un elemento soprasensibile proveniente dal mondo spirituale, è perciò fondamentale darsi sempre nuovi compiti, rafforzando così la propria volontà nei tre ambiti indicati. In questo modo sarà anche possibile a poco a poco percepire la volontà che il bambino porta nel mondo e trovare come proporre le attività scolastiche in modo corrisponde al suo essere.

              Naturalmente a questo lavoro di autoeducazione si deve aggiungere poi la conoscenza di ciò che vogliamo insegnare ed una riflessione adeguata sul modo di proporre gli argomenti da trattare, ma di questo parleremo nelle prossime lettere.

             Buon lavoro!


Fabio Alessandri


[1] https://www.triartis.it/lettera-a-tutti-i-colleghi/

[2] Alexander Strakosch, Zur Gründung von “Freien Waldorfschulen”, nella rivista Zur Pädagogik Rudolf Steiners, dic. 1927 – gen. 1928.

[3] Rudolf Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali, Editrice Antroposofica 2005, pag. 250.

[4] Si veda a questo proposito la dottrina dei dodici sensi di Steiner.

[5] Procedendo come indicato nell’educazione dei sensi ci apparirà a poco a poco chiaro come la volontà si manifesti nel corpo, nell’anima e nello spirito.

[6] Rudolf Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali, Editrice Antroposofica 2005, pag. 237-238.

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