Pedagogia Intuitiva

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CHE COS’È E DA DOVE VIENE?

 

La Pedagogia Intuitiva che l’Associazione «Henning Köhler» vuole divulgare è la pedagogia antroposofica presentata in una forma adeguata ai tempi. Essa ha il suo primo fondamento ne La filosofia della libertà, il più importante scritto di teoria della conoscenza di Rudolf Steiner (1).

 

In quest’opera viene descritto come intuizione morale il gradino morale più elevato al quale l’essere umano si può sollevare (cap. IX. L’idea della libertà). Lo spirito libero, andando oltre qualunque principio morale dato, trova in se stesso i motivi del proprio agire, vale a dire le idee che vuole realizzare sulla base della sua propria intuizione.

 

«Ad una riflessione più precisa si mostra subito come a questo gradino della moralità impulso e motivo coincidano, come cioè sul nostro agire non influisca né una disposizione caratterologica predeterminata, né un principio morale esteriore accettato come norma. In tal caso l’azione non è compiuta schematicamente secondo una qualsiasi regola e non è neppure tale che l’uomo la compia automaticamente per una spinta esteriore, ma è assolutamente determinata per mezzo del suo contenuto ideale.

Una simile azione ha come presupposto la facoltà di avere intuizioni morali. A chi manca la facoltà di sperimentare per il singolo caso la particolare massima morale non sarà neanche mai possibile giungere al vero volere individuale.»

 

                                          (Filosofia della libertà, cap. IX – par. 24 e 25)

 

Educare alla libertà nel senso inteso dalla pedagogia antroposofica è possibile solo superando ogni precetto morale, ogni programma, ogni piano di studi e sforzandosi di sviluppare la propria autonomia di pensiero e la propria capacità di intuizione, per poterla poi risvegliare nei bambini e negli adolescenti che ci vengono affidati.

 

In queste pagine cercheremo di chiarire come ciò sia possibile, condividendo contributi che provengono principalmente dall’elaborazione di quattro docenti che negli ultimi decenni hanno promosso la pedagogia intuitiva: Henning Köhler, Pär Ahlbom, Marcus Fingerle e Fabio Alessandri.

 

Per accedere a tali contributi è sufficiente associarsi, compilando il modulo di iscrizione che trovate nella pagina principale dell’Associazione.

 

(1) È disponibile la traduzione de La filosofia della libertà di Fabio Alessandri. Richiedetecela scrivendo a contatti.triartis@gmail.com.

CONTRIBUTI

 

Chi oggi si interessa al pensiero pedagogico di Rudolf Steiner ne cercherà in un primo momento le tracce nelle istituzioni che si dichiarano interpreti e portavoce di tale pensiero. Chi è animato da un serio spirito di ricerca però non si limiterà solo a guardare a tali istituzioni, ma si dedicherà allo studio di quanto Steiner ha detto e scritto a proposito della formazione dell’essere umano in divenire. In tal modo scoprirà che Rudolf Steiner cominciò a parlare di pedagogia antroposofica nel 1907 nel suo saggio L’educazione del bambino dal punto di vista della scienza dello spirito, e che solo a partire dal 1919 si cominciò a parlare di pedagogia “Waldorf”, dal momento in cui Emil Molt, direttore della fabbrica di sigarette Waldorf-Astoria di Stoccarda, insieme a Karl Stockmeyer, Herbert Hahn e Rudolf Steiner, fondarono una scuola per i figli degli operai della fabbrica stessa. Per comprendere appieno i fondamenti della pedagogia steineriana poi, oltre a studiare quanto Steiner scrisse nel 1907 ed ebbe a dire dopo l’apertura della scuola, è necessario studiare “La filosofia della libertà” (pubblicata nel 1894), opera che fonda epistemologicamente la scienza dello spirito antroposofica. In essa viene caratterizzata l’intuizione morale come il più alto gradino morale al quale l’Uomo può sollevarsi (La filosofia della libertà, cap. IX). Solo in questo modo si potrà comprendere l’espressione “libera vita dello spirito” a cui fa riferimento Steiner. La sua pedagogia pertanto si fonda su due pilastri – uno conoscitivo e uno morale. Solo conoscendoli e sviluppandoli entrambi si potrà a ragione dichiararsi interpreti e portavoce del suo pensiero pedagogico; diversamente ciò che oggi va sotto il nome di pedagogia Waldorf si ridurrà sempre più a mera esteriorità, priva di un reale collegamento con quanto proposto da Rudolf Steiner.

 

Fabio Alessandri

 

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«Oggi il bambino è spesso qualcosa di completamente diverso da ciò che esprime esteriormente. Si verificano persino casi estremi. I bambini possono sembrare esternamente i più cattivi, ma dentro di loro può esserci un cuore così buono che diventeranno le persone più preziose, mentre si possono trovare numerosi bambini bravi che non sono affatto cattivi, che non mettono le mani nella marmellata e non fanno il broncio, che studiano bene e che forse un giorno diventeranno buoni direttori di banca, buoni insegnanti secondo i concetti odierni, in particolare anche buoni giuristi, ma che non diventeranno persone utili – perdonate la parola dura -, perché non trovano l’armonia interiore con se stessi e con il mondo reale che li circonda. Proprio nel campo pedagogico-educativo deve prima di tutto affermarsi il principio che l’uomo oggi è interiormente qualcosa di sostanzialmente diverso da ciò che esprime esteriormente. Ciò richiede però che in futuro gli educatori e i pedagogisti non vengano formati come avviene ora, ma secondo principi completamente diversi, perché guardare dentro un’interiorità che non si esprime all’esterno richiede un dono quasi profetico. Sarà quindi necessario organizzare gli esami per gli insegnanti in modo tale che coloro che hanno doti intuitive e profetiche possano superarli con particolare facilità, mentre coloro che non possiedono tali doti intuitive e profetiche possano fallire l’esame, indipendentemente dalle loro conoscenze. Oggi siamo ben lontani dal considerare i doni profetici delle persone quando le formiamo per la professione di educatore. Ma oggi siamo ben lontani da molte cose che devono accadere. Tuttavia la necessità dello sviluppo dell’umanità costringerà a decidere di aderire gradualmente a tali principi. Certo molti pensatori materialisti dei nostri giorni considererebbero un’idea del tutto folle affermare che gli educatori dovrebbero diventare profeti. Ma non sarà sempre così. Gli esseri umani saranno costretti a riconoscere proprio queste cose.»

 

(Rudolf Steiner, conferenza dell’8 ottobre 1917 tratta dal ciclo La caduta degli spiriti delle tenebre)

 

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«L’essenziale dell’antroposofia non è la teoria secondo la quale l’uomo consiste di corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e io, secondo la quale esiste un karma, si hanno ripetute vite terrene e così via. Si può essere eruditissimi e conoscere a menadito tutto questo, ma antoposofi nel vero significato della parola non si è perché si conoscono queste cose nel modo solito, come il contenuto di un libro di cucina. L’importante è invece che la vita dell’anima umana venga afferrata e approfondita dalla concezione universale antroposofica, che si impari ad operare partendo da una vita animica in tal modo compresa ed approfondita.

Ne risulta che il primo compito che si può porre una pedagogia a base antroposofica è quello di lavorare in primo luogo affinché i maestri, gli educatori siano dei profondi conoscitori di esseri umani e che, acquisito tale atteggiamento sulla base della giusta osservazione dell’essere umano, si accostino ai fanciulli con l’amore determinato da questo atteggiamento. Perciò la prima cosa in un corso per educatori che intendano lavorare in senso antroposofico non è già dire: tu devi fare questa o quella cosa, tu devi valerti di questa o quella pratica; ma la prima cosa consiste nello svegliare il modo di pensare pedagogico attingendolo dalla conoscenza dell’essere umano. Quando si sia portato questo atteggiamento attinto dalla conoscenza dell’essere umano fino all’amore caratteristico di un maestro, fino al risveglio di tale amore, allora si potrà dire: il maestro è maturo per educare, per insegnare. La prima cosa di cui si tratta in una pedagogia basata sulla conoscenza dell’essere umano qual’è la pedagogia della scuola Waldorf, non è già indicare delle regole, di prescrivere come si deve educare, ma la prima cosa sta nel tenere i corsi in modo da arrivare al cuore dei maestri, da approfondire i sentimenti a tal segno, da farne sorgere amore per il fanciullo. S’intende che ognuno crede di poter acquisire questo amore in modo esteriore, ma raggiunto così esso non serve a nulla; potrebbe essere anche pieno di buona volontà, ma non riesce a fare nulla. Arrivare a fare qualcosa può soltanto l’amore umano che scaturisce da un’approfondita attenzione rivolta al caso singolo.

 

(Rudolf Steiner, conferenza del 18 luglio 1924 tratta dal ciclo Importanza della conoscenza dell’uomo per la pedagogia e della pedagogia per la cultura)

 

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